Vodafone perde un importante braccio di ferro contro un’associazione di consumatori ed ora si vede costretta a pubblicare la sentenza sulla fatturazione a 28 giorni, ormai da più parti ritenuta assolutamente illegittima. Nonostante il cambio del ciclo di fatturazione, l’operatore multinazionale continua ad insistere con i ricorsi.

Proteste Vodafone dopo i rincari
Vodafone non ci sta e prova a fare ancora una volta ricorso contro la fatturazione ogni 28 giorni. Ora però il Tribunale di Ivrea obbliga la pubblicazione della sentenza.

Niente da fare per i tentativi di ricorso di Vodafone che in queste ore ha dovuto pubblicare in via ufficiale la decisione del Tribunale di Ivrea del 23 Novembre, nel quale si respinge il reclamo mosso dall’operatore contro il Movimento Consumatori.

Vodafone aveva cinque giorni di tempo per comunicare agli utenti abbonati ai servizi di telefonia fissa che la fatturazione a 28 giorni era illegittima.

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Ecco cosa si legge nella nota pubblicata dall’operatore telefonico sulla propria pagina, emessa dal Tribunale di Ivrea:

Sussiste il fumus che l’applicazione e l’uso da parte di Vodafone Italia di un sistema di fatturazione dei corrispettivi dei servizi di telefonia fissa e dei servizi con questa convergenti, basato su una cadenza temporale di quattro settimane o 28 giorni, sia contrario agli interessi collettivi dei consumatori di cui all’art. 2 comma 2° lett. c), c-bis), e) del codice del consumo e costituisca una pratica commerciale scorretta vietata dall’art.20 C.d.C.

Vodafone Italia inoltre è condannata al pagamento delle spese di lite in favore dell’Associazione Movimento Consumatori, per una cifra pari a 14.566,50 euro.

LA CONDANNA

Paolo Fiorio e Corrado Pinna, la coppia di legali che hanno prestato supportato al Movimento spiegano che l’ordinanza in questione si aggiungerà a quelle cautelari del tribunale di Milano che lo scorso Giugno ha inibito l’utilizzo delle clausole di fatturazione a 28 giorni anche ad altri operatori come Tim, Wind e Fastweb.

Tutti gli operatori dovranno quindi adempiere alle delibere dell’Autorità e rimborsare i loro clienti entro il 31 dicembre 2018, mentre Vodafone dovrà rimborsare tutto il fatturato illegittimo anche ai suoi ex-consumatori.

Adesso il Movimento Consumatori si impegnerà a controllare che Vodafone adempia all’ordinanza del tribunale e alle delibere dell’Autorità.

Complessivamente si parla di circa 900 milioni di euro che le varie compagnie dovranno restituite ai propri clienti.

Lo scorso Aprile il Segretario Generale del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio, aveva dichiarato:

E’ ora che finisca il braccio di ferro tra le compagnie telefoniche, i consumatori e l’Autorità. Ora Vodafone restituisca subito quanto indebitamente percepito. In caso contrario la nostra associazione promuoverà un’azione di classe per tutelare milioni di cittadini ingiustamente danneggiati.

Paolo Fiorio e Corrado Pinna si erano scagliati apertamente contro l’illecita fatturazione a 28 giorni:

Questi provvedimenti fanno finalmente chiarezza sui diritti dei consumatori, in linea con la l. 172/2017 che ha imposto la fatturazione mensile e con la decisione del Tar che ha confermato la delibera dell’Agcom che, per i contratti relativi alla telefonia fissa, imponeva la fatturazione su base mensile.

 

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