Sarà ZTE ad occuparsi dell’ integrazione delle due reti mobili di Wind e 3. L’ azienda cinese ha vinto la più importante commessa dei prossimi anni, lasciando dietro fornitori ben più radicati nel nostro Paese come Nokia, Ericsson e Huawei.

Accordo tra ZTE e Wind3
Sarà ZTE a gestire il difficile passaggio delle reti Wind a 3. Entro 3 anni completata la rete unica mobile Wind3.

Si vocifera che siano stati i cinesi che controllano 3 a spingere verso questo accordo. Il grande appalto ha infatti stupito gli analisti visto che ZTE è da anni assente nel nostro Paese. Nessuna rete gestita o costruita e quando l’ azienda ha provato ad invadere il nostro Paese con i propri telefoni e smartphone, è andata abbastanza male. Da allora ZTE è praticamente tornata in Patria e nessuno poteva aspettarsi che sarebbe tornata, come partner tecnico di Wind3, in grande stile.

ZTE avrà circa 3 anni di tempo per costruire una rete tutta nuova, switchando quindi le attuali BTS di Wind e 3 verso un unico nuovo network. Da subito però andranno integrati i sistemi, ottimizzata la copertura eliminando le cosiddette antenne ridondanti. Quelle in eccesso, per capirci, in quei luoghi dove uno dei due operatori già copre bene.

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Un lavoro enorme, visto che fino a pochi mesi le due compagnie operavano come concorrenti e non avevano quindi strategie sinergiche di espansione sul territorio. Oggi, moltissimi luoghi sono coperte da entrambe, spesso sfruttando siti comuni, e proprio lì, ZTE dovrà verificare, riprogrammare, dismettere e aprire ovviamente al roaming reciproco per gli utenti. Andrà ovviamente garantito che, durante questi mesi di lavori, l’ utenza non si trovi senza servizi.

Ricordiamo che le antenne in accesso, saranno poi ricedute e Free Mobile, alla luce dell’ accordo sottoscritto assieme all’ autorità europea alla concorrenza. Da questo passaggio nascerà, probabilmente già a giugno 2017, il nuovo quarto gestore italiano di telefonia mobile.

L’ integrazione delle reti di Wind e 3 Italia, partirà già agli inizi del 2017. Non sono noti i dettagli economici di questa importante commissione. E’ quasi certo però che ZTE, avrà bisogno anche di nostre aziende locali per svolgere un lavoro che, secondo i nostri dati, riguarderebbe più di 25mila antenne sparse su tutto il territorio italiano. Una buona notizia quindi, anche sul fronte occupazionale.

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