Ora che i cinesi hanno in mano l’intera compagnia Wind Tre si inizia a parlare insistentemente di una possibile vendita della rete. Stando alle ultime voci di corridoio, l’intero mega network composto dalla rete mobile di Wind più quella di Tre, potrebbe essere scorporato e dato in mano ad un soggetto terzo. Ora si parla di Cellnex. Questo significa che Wind Tre non avrà più una propria rete e che perderà le antenne? Non è proprio così. Per i non addetti ai lavori potrà sembrare un’assurdità ma è per le telco un assetto sempre più frequente e tutto sommato anche utile ad ottimizzare investimenti e gestione ordinaria. Insomma, una rete scorporata, potrebbe rappresentare un vantaggio per i clienti Wind Tre, oltre che per il gruppo Hutchison.

Wind Tre Cellenex
Wind Tre, controllata di Hutchison Whampoa potrebbe vendere la rete mobile a Cellnex. Ecco le ultime indiscrezioni su questa vicenda e l’analisi della vendita di Fastweb.

In pratica, cosa cambia? Nell’immediato nulla ed è bene specificare che per il momento siamo nell’ambito delle ipotesi. Ma sicuro i cinesi ci stanno pensando seriamente, sopratutto per far quadrare i conti dopo i forti esborsi per l’acquisizione della quota Vimpelcom – Veon nella ex joint venture.

Il gruppo cinese Hutchison ha assunto infatti ora il pieno controllo di Wind Tre, acquisendo anche quel 50% in mano ai vecchi proprietari di Wind, prima chiamati Vimpelcom e ora Veon.

Un passivo importante per i cinesi che diventa ancora più pesante alla luce dei prossimi investimenti sul 5G. Nell’asta per l’acquisizione delle frequenze Wind Tre ha avuto l’atteggiamento più parsimonioso ma qualunque sia il prezzo da pagare allo Stato, comunque la rete andrà costruita. E l’operazione costa molto. E poi c’ è ancora da completare buona parte dell’integrazione, come dicevamo sopra, tra le reti Wind e 3, per il momento realtà unitaria solo nelle grandi aree urbane.

E allora perché non togliersi, una volta per tutte, dal peso di una rete posseduta e gestita internamente?

Oggi il mercato offre soluzioni più snelle e leggere: in pratica, l’affitto parziale o totale degli impianti da società specializzate che ne detengono in maniera diretta la proprietà. Si chiamano tower company, ovvero “compagnie delle torri” e non si occupano solamente di telefonia mobile ma anche, ad esempio, di televisione digitale terrestre.

In Italia i due colossi attualmente operativi nella telefonia sono InWit del Gruppo Telecom Italia e Cellnex, del quale abbiamo recentemente parlato in occasione dell’accordo raggiunto con Iliad, quarto operatore mobile del Paese.

Ed ecco che tutto ora sembra intrecciarsi. La rete Wind Tre, o più presumibilmente parte di questa, finirebbe secondo le ipotesi più recenti e credibili a Cellnex. Iliad è cliente sia di Cellnex, come fornitore di postazioni che, in qualche modo, di Wind Tre che le affitta la rete in modalità ran sharing (accordo, quella tra Wind 3 e Iliad, della durata potenziale di ben 10 anni).

Ecco che acquisendo parte della rete, Cellnex diventerebbe lo snodo fondamentale di due nuovi network nazionali: quello di Wind Tre e contemporaneamente quello di Iliad. Cellnex vede inoltre fra i suoi clienti anche Vodafone e TIM ed altri operatori minori.

In qualche modo, le reti mobili che passano in gestione alle tower company sono parte di quel necessario processo di esternalizzazione e iperverticalizzazione nelle tlc, alleggerendo il carico alle compagnie vere e proprie.

Come detto, potrebbe non essere un male e non ci sono ragioni per pensare che questo passaggio, per ora ipotetico, rappresenti un’involuzione nella qualità dei servizi offerti.

Denaro fresco per acquisire Fastweb

In queste ore si è anche parlato di un possibile incontro tra i vertici di Swisscom e quelli di Hutchison per la cessione di Fastweb, uno dei principali attori nel mondo delle telecomunicazioni italiane in questi anni.

Gli svizzeri avrebbero deciso, un po’ all’improvviso, di disfarsi del gestore italiano e ora vogliono, anche loro, fare cassa, magari alla ricerca del tanto agognato consolidamento nel mercato delle telecomunicazioni, fisse e mobili.

Del resto, anche il bottino ottenuto da Fastweb alla scorsa asta per le licenze 5G è piuttosto povero. Il #nientecomeprima, grido di battaglia di Fastweb in questi mesi, si è piano piano affievolito guardando ad un mercato sempre più competitivo, con margini sempre più ridotti e investimenti sempre più urgenti, con fibra e 5G che bussano alla porta.

Difficile pensare che in campo resteranno così tanti soggetti e ognuno dotato di una propria rete autonoma. Ora è il tempo di nuove fusioni e nuove alleanze. La parola chiave è, appunto, consolidamento.

Wind Tre. Ora valorizzare i brand

In questo scenario sempre più complicato, Wind Tre si ritrova finalmente un unico proprietario, due anni davanti di investimenti per l’ammodernamento della rete e due brand sicuramente molto forti ma che hanno ancora bisogno di un po’ di tempo per fare gioco di squadra.

Esternalizzazione della rete o meno, quello che in Wind Tre vogliono fare è rafforzare la presenza dei due marchi sui rispettivi target di riferimento, impedendo sempre di più che i due si pestino i piedi. Insomma, nella strategia multibrand il vero pericolo è la concorrenza interna, inutile e costosa. Sta succedendo in parte a Vodafone con Ho Mobile (poche ore fa la compagnia made in Uk ha infatti aumentato il costo per le portabilità “interne”, da Vodafone a Ho, cercando di scoraggiare il fenomeno).

In Wind Tre la strada sembra tracciata: Wind a presidiare il mercato meno esigente, famigliare, più attento alla spesa. 3 quello dell’innovazione, dei millenials e degli smartphone top gamma. In questo scenario di moltiplicazione dei marchi, Wind Tre sembra tutto sommato avvantaggiata rispetto agli altri, serve solo fare un po’ più di chiarezza.

Sotto la pressione di Iliad i prezzi difficilmente torneranno a salire nei prossimi mesi. Anzi, probabilmente l’effetto Iliad è un colpo ancora in parte da attutire. Servirà quindi lavorare alla riduzione dei costi per creare margine e al rafforzamento dei marchi per creare fidelizzazione da parte della clientela. È, tutto sommato, una guerra appena iniziata.

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Fonte 1 e Fonte 2

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