Quando è stata annunciata, nel novembre del 2016, ci siamo subito resi conto che dietro il lancio dell’ app ma soprattuto del marchio Veon si nascondeva ben altro. Si pensò anche ad un possibile nome unico per l’ unione Wind Tre. In realtà, come ufficializzato qualche mese più avanti, Veon era destinata a diventare anche di più. E’ Veon infatti il nuovo nome assunto dall’ intero gigante internazionale delle telecomunicazioni Vimpelcom che resta quindi un’ azienda di telecomunicazioni globale, operativa in Italia, in società con Hutchinson per Wind Tre spa. Ma è anche un’ app, omonima, sulla quale il gruppo russo evidentemente punta molto. Un concorrente diretto, almeno nelle speranze, di WhatsApp.

VEON che confusione
Che confusione questa Wind Tre. Nuova versione dell’ App Veon che promette di voler sostituire MyWind. Si aggiunge l’ ennesimo marchio ai già troppi esistenti. E intanto Veon esordisce in madre patria.

Eppure finora Veon non ha entusiasmato il pubblico italiano, il primo a testare la pesante (troppo pesante) applicazione. Nel PlayStore arriva comunque una nuova versione, migliorata. Ma soprattutto, una versione finalmente pronta per essere “esportata” anche in altri mercati. Molto esotici a dire il vero ma sono quelli in cui la ex Vimpelcom opera già da anni.

La grande madre Russia ma anche Pakistan, Georgia e Ucraina. Veon tenterà anche in queste terre di imporsi come strumento gratuito di messaggistica istantanea. Non sono noti i dati riguardo l’ utilizzo qui da noi ma non crediamo siano troppo incoraggianti.

Veon ha sicuramente un gran numero di download ma ciò è dovuto alla pressione eccezionale effettuata sui clienti di Wind. A questi infatti, VEON permette di essere utilizzata senza consumo di giga. Inoltre agli utilizzatori di Veon sono state rivolte promozioni ad hoc sempre da Wind. E ancora (ma questo ancora è un punto non troppo chiaro) VEON sembra sostituire in tutto e per tutto l’ app di gestione sim MyWind, diventando di fatto quasi obbligatoria per ogni cliente arancione.

Quanti effettivamente utilizzino poi l’ app Veon per comunicare, così come avviene con WhatsApp non è dato sapere. Ma non immaginiamo al momento numeri strabilianti.

Per quanto ci riguarda comunque il punto più oscuro oggi è proprio come, se e perché l’ app Veon sia deputata a sostituire l’ app MyWind.

Veon sostituisce MyWind?

Nella sempre più confusa strategia Wind Tre, piena zeppa di marchi, Veon è semplicemente l’ ennesimo in più. C’ è Wind Tre ma resta Wind, resta 3, resta Infostrada, addirittura nasce Wind Tre Business. E i clienti Wind sono anche chiamati a familiarizzare, per controllare credito e soglie, con Veon. Un altro brand, tanto indipendente da avere un suo sito, una sua comunicazione, proprie campagne e un suo testimonial.

Nella descrizione sul PlayStore di Veon ci sembra di capire che Veon, come annunciato fin dall’ inizio, sostituirà alla fine le app di servizio di Wind. Ma per il momento non di 3, ad esempio. E sarebbe uno dei pochi casi al mondo, in cui per gestire servizi e opzioni di un operatore mobile, è necessario scaricare un’ applicazione che con quel gestore sembra non avere nulla a che fare.

Insomma, sembra che in Wind Tre si siano un po’ persi per strada, tra le due proprietà e la dirigenza mista. E la confusione in termini di comunicazione, rischia di regnare sovrana, alla faccia della trasparenza come valore fondante della compagnia.

Mentre invece, Vodafone e TIM, giusto per dare uno sguardo ai competitor, fidelizzano e semplificano, imponendo il loro marchio unico a vocazione sempre più quad play. Negli ultimi anni, TIM ha messo il cappello anche sulla telefonia fissa, abbandonando l’ utilizzo commerciale del marchio Telecom Italia e anche la tv, prima CuboVision, è diventata semplicemente TimVision. Tutto, semplicemente, Tim.

Ecco, in Wind Tre il processo sembra completamente inverso con una segmentazione e moltiplicazione di brand, prodotti, marchi e marchietti. E quindi, tanta dispersione con il tutto che sembra in costante sperimentazione, work in progess, molto poco solido.

Sarà forse questo il compito che gli azionisti hanno assegnato al nuovo AD? Riuscirà Jeffrey Hedberg a dare più continuità e chiarezza a questo ambizioso progetto?

Forse la nuova ipotesi di rete vendita finalmente unificata potrà aiutare i clienti finali ad orientarsi nell’ormai troppo vasta offerta della joint venture?

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