Imola blocca Wind Tre e l’ installazione di nuove antenne. E’ solo uno dei tanti comuni che rifiutano pali, node b e bts. Il digital divide del Paese passa anche per l’ atteggiamento ideologico dei comuni italiani e degli altri enti locali. Ecco cosa sta succedendo a Imola.

Installazione BTS antenne Wind Tre
Installazione antenne, nuove reti e aggiornamenti di quelle esistenti. I comuni continuano a dire no. Ecco il caso Imola.

Nonostante le polemiche che solo pochi anni fa accompagnarono l’arrivo di alcuni nuovi impianti per i ripetitori di telefonia mobile, le richieste dei gestori per l’installazione di nuove antenne ad Imola aumentano, perché le novità commerciali e tecnologiche, nel campo della telefonia, non si fermano.

I gestori sono spronati anche dagli esiti rassicuranti per l’amministrazione comunale emersi dai monitoraggi compiuti da una ditta toscana specializzata e finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio della città.

Il numero sempre crescente di cittadini che quotidianamente utilizzano il proprio cellulare per attività lavorative o di svago richiedono una maggiore copertura ed efficienza dell’area attraverso nuovi siti da rendere operativi.

In settimana la commissione competente e successivamente il consiglio comunale esamineranno il piano di aggiornamento annuale della mappa delle localizzazioni dei ripetitori recentemente messo a punto dal Comune. Il piano segue le indicazioni degli stessi gestori che, sul territorio di Imola, hanno localizzato tre “aree di ricerca”, ovvero porzioni del territorio dove poter installare le nuove antenne.

Nonostante ciò, l’area individuata da Wind Tre non sembra aver convinto l’amministrazione della città, che ha avuto da ridire sulla localizzazione interamente all’interno del perimetro del centro storico e quindi, secondo il Comune, “non compatibile con le norme urbanistiche vigenti”.

La zona a ridosso dell’Orologio è infatti attualmente vincolata dal Psi, cioè il Piano di sicurezza e coordinamento che tutela e monitora le fasi operative che verranno svolte nel cantiere. Per il Comune, quindi, non ci sarebbe alcuna possibilità di “individuare edifici compatibili con l’installazione” e la decisione sembra propendere per un rigetto della richiesta avanzata dal gestore.

Anche l’area di ricerca di Montecatone individuata da Tim è soggetta ad un’analisi approfondita data la vicinanza con la clinica di riabilitazione situata in zona. Nel rispetto delle attuali norme sull’inquinamento elettromagnetico l’amministrazione comunale ha chiesto al gestore telefonico l’accorpamento (“co-siting”) con l’impianto Vodafone già operativo da diverso tempo in via Chiesa di Montecatone.

Nessuna obiezione, invece, sulla seconda richiesta della Tim per l’ampliamento dell’area di ricerca già esistente a Zello.

Via libera senza nessun dietro-front anche per quanto riguarda tutti quegli impianti regolarmente inseriti nelle mappe degli anni precedenti ma non ancora realizzati.

La nuova mappa delle localizzazioni delle antenne, che quindi recepisce i piani di sviluppo presentati dagli operatori del settore per il 2017 ma tiene conto anche dei siti non ancora costruiti, prevede un totale di cinquantanove antenne già installate su trentasette impianti costruiti in aree pubbliche e private.

In vista del rilascio di ogni nuova autorizzazione per l’installazione dei ripetitori di telefonia mobile, l’amministrazione comunale informerà per tempo i cittadini attraverso campagne di pubblicità legale nei quartieri e nelle zone coinvolte dai lavori.

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