Conto alla rovescia per la rivoluzione Roaming Zero in Europa. Dal 15 Giugno, infatti, saranno abbattuti i costi del Roaming in tutti i Paesi della Unione Europea.

Dal 15 Giugno Roaming Zero in tutt’Europa. Ma cosa accadrà con UK e Brexit?

Un vantaggio notevole per tutti coloro che varcano frequentemente i confini per motivi di lavoro e di studio, ma anche per i sempre più frequenti “espatriati” che tornano nel Paese di origine in visita ai parenti o per chi si muove per una semplice vacanza.

Ma cosa accade in Inghilterra, dopo che un referendum ha approvato l’uscita dell’Unione Europea?

Il caso Brexit ha fatto molto discutere, in quanto è ancora difficile capire quali saranno le conseguenze nei rapporti di scambio tra i Paesi UE e il Regno Britannico.

Tra le questioni in sospeso, anche quella del Roaming Zero. La telefonia mobile è uno di quei campi in cui gli effetti sono percepiti velocemente e direttamente dai cittadini utenti, il che rende la discussione molto delicata.

Per il momento, il Roaming Zero sarà applicato anche in Gran Bretagna.
Ottima notizia sia per i cittadini inglesi in visita a un altro Paese dell’Unione Europea, che, viceversa, per chi si reca nell’Isola, e potrà telefonare pagando la propria tariffa nazionale senza costi aggiuntivi.

Il futuro è incerto, però, dal momento che tutto dipenderà dagli accordi sulla Brexit in campo di mercato unico digitale.
Al momento l’unico stato geograficamente collocato all’interno dell’Europa che non può godere dei benefici della novità Roaming Zero è la Svizzera, dove migliaia di frontalieri sono decisamente sulle spine per la “discriminazione” telefonica.

Se in futuro non si troveranno accordi tra Gran Bretagna e Unione Europea, gli inglesi potrebbero subire la perdita di un’agevolazione di cui sentiranno certamente la mancanza.

Non solo Roaming Zero: ci sono altri tasselli che andranno a comporre il difficile mosaico del negoziato sul mercato digitale, tra cui la portabilità dei contenuti, la fine del geoblocking all’accesso agli abbonamenti a film e musica dall’estero.

L’ha fatto capire chiaramente il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip, dichiarando con un tono vagamente minaccioso che è piuttosto facile andarsene, ma quelli che se ne vanno devono pensare anche che ci saranno delle conseguenze.

Probabilmente un accordo sarà trovato, dal momento che, come abbiamo già fatto notare, la perdita del vantaggio non sarebbe a senso unico, ma peserebbe anche su gli italiani, tedeschi, francesi e su tutti i cittadini dell’Unione Europea in viaggio per la Gran Bretagna.

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