Fibercop cos'è?

In queste ultime settimane si è data una grossa sterzata al discorso realizzazione della rete unica super veloce italiana, una necessità ormai sempre più impellente venuta fuori con prepotenza durante i mesi di lockdown per l’emergenza sanitaria coronavirus quando quasi tutta l’Italia si è addensata sulla rete internet sia fissa che mobile.

Il numero consistente di persone collegate ai loro dispositivi elettronici in tutte le case italiane ha per forza di cose messo in evidenza i tanti problemi della rete internet fissa con cali di velocità, assenze di segnale e buchi vari che hanno creato non pochi problemi soprattutto a coloro che quotidianamente erano impegnati con la didattica a distanza e smart working.

Sta nascendo quindi il grande progetto che per ora si chiama Fibercop, fortemente voluto da TIM con il grande apporto e supporto del Governo Italiano, Cassa Depositi e Prestiti e in cui sono già aggiunti KKr, Fastweb e Tiscali ma quasi certamente saliranno a bordo anche WindTre e iliad.

Fibercop che nel prossimo futuro potrebbe chiamarsi Accessgo, è di fatto la nuova società che giocherà un ruolo fondamentale nel progetto della rete unica.

In Fibercop, tanto per cominciare, TIM trasferirà tutte le risorse e le infrastrutture che riguardano la propria rete telefonica che ovviamente comprende anche la rete internet in primis la fibra. Altro passo importante nell’implementazione di Fibercop sarà la fusione di Open Fiber.

Logo di Open Fiber

Open Fiber è l’operatore grazie al quale l’Italia ha conosciuto una grande velocità di realizzazione nella rete in fibra ottica direttamente nell’abitazione dei clienti, la FTTH per intenderci, la vera fibra insomma, ad Open Fiber si è unita anche iliad che lancerà nei prossimi mesi a sua volta la propria offerta per la linea fissa e sicuramente sarà uno degli operatori che faranno parte di Fibercop, un progetto che resta sempre aperto a tutti.

Dopo le consultazioni positive con il governo, si è riunito il CdA di Telecom Italia che di fatto ha avviato il programma di creazione della rete unica approvando innanzitutto la cessione del 37,5% della società al fondo americano Kkr per un totale di 1.8 miliardi di Euro. Telecom è l’azionista principale di FiberCop con il 58% mentre Fastweb ha una quota di minoranza (4.5%).

Il consiglio di Telecom ha anche approvato un’ importante documento di intenti con Cdp Equity che quindi consolida il progetto Fibercop che prevede la fusione con Open Fiber controllata già a sua volta da Cassa depositi e prestiti e Enel. Il tutto si dovrebbe concludere, dal punto di vista prettamente burocratico nel corso dei primi mesi del 2021 quando nascerà a tutti gli effetti la nuova grande società per la rete unica ultrabroadband italiana.

Al momento sembrano esserci ancora alcuni punti non ancora del tutto risolti per la nascita di questa tanto attesa rete unica: anzitutto la posizione di Enel che ad oggi mantiene il 50% di Open Fiber, con questa percentuale di cui Cdp (Cassa depositi e prestiti) detiene il diritto di prelazione, potrebbe quindi risalire in una posizione dominante ai piani alti di Fibercop.

Quindi per finalizzare la nascita di Fibercop (AccessCo), è necessario che si risolva al più presto possibile la riorganizzazione societaria in casa Open Fiber ma questo rimangono comunque operazioni lunghe, ecco perché anche per questo motivo il tutto non potrà concludersi e ufficializzarsi non prima dei primi mesi del 2021.

Bisognerà inoltre vigilare al meglio sull’intera operazione affinché non vi siano posizioni troppo dominanti al suo interno che rischierebbero di schiacciare altri operatori, magari più piccoli che si vedrebbero di fatto tagliati fuori da un progetto cosi importante e ambizioso.

L’Autorità di vigilanza, in questi casi non fornisce pareri preventivi e sarà necessario attendere la presentazione del progetto per poter conoscere il parere sull’operazione.

FiberCop o AccessCo rappresenta un’ importante passo in avanti per realizzare o implementare laddove già esistente una rete internet italiana che sia forte, veloce, sicura e stabile per tutti ma esistono ancora molte zone italiane cosiddette bianche e grigie nelle quali si dovrà lavorare per portare la rete internet più veloce e stabile possibile anche dove non si potrà avere la fibra FTTH (fiber to the home), la fibra vera che arriva direttamente nell’abitazione del cliente finale.

Le tecnologie messe in campo quindi non saranno sempre e solo fibra ottica ma anche Fwa, GPON per garantire il meglio per tutti, tutto questo andrà comunque e sempre a beneficio dei clienti che già grazie al grande lavoro svolto finora da Open Fiber sta cominciando a interessarsi alla fibra super veloce.

In questa direzione quindi, la fusione tra FiberCop e Open Fiber, dovrebbe garantire un’ottimizzazione degli investimenti per lo sviluppo di una rete ancora più capillare.

Quanto alle tariffe e ai costi che i clienti dovranno affrontare nel prossimo futuro è difficile anzi impossibile poterlo dire in questo momento ma se tutto andrà come si spera, poiché ogni operatore risparmierà parecchio sulle infrastrutture da mettere in campo, le tariffe potrebbero diventare ancor più competitive.

Leggi anche: che cosa è Flash Fiber

2 commenti

  1. Complimenti per l’articolo così semplice ed eloquente anche se mi chiedo: il fatto che Tim voglia mantenere il 58 % dell’azionariato non vorrà dire che questo le darà la facoltà di fare un po’ il bello e il brutto tempo in Fibercop?

  2. “Le tecnologie messe in campo quindi non saranno sempre e solo fibra ottica ma anche Fwa” da quale documento, articolo, intervista lo avete dedotto?

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