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I messaggi WhatsApp hanno valore legale?

I messaggi WhatsApp hanno valore legale? In un’era dominata dalla tecnologia digitale, la comunicazione si è evoluta in modi che avrebbero potuto sembrare impensabili solo pochi decenni fa. Oggi, le conversazioni non avvengono solo faccia a faccia o per telefono, ma anche attraverso piattaforme di messaggistica come WhatsApp. Ma cosa succede quando un messaggio, una chat o uno screenshot di una conversazione diventano cruciali in un contesto legale? Questo articolo esplora il valore legale dei messaggi WhatsApp e come possono essere utilizzati durante un processo.

Prove digitali in tribunale

In un processo civile o penale, la prova può spesso essere racchiusa in una conversazione su una chat, un commento su un social network, un’email o uno scambio di messaggi su WhatsApp. Tuttavia, a differenza delle lettere e dei documenti fisici, l’uso delle prove digitali può essere più complicato, almeno dal punto di vista tecnico.

La domanda che sorge spontanea è: quale valore legale ha un messaggio WhatsApp? La risposta a questa domanda è piuttosto semplice. La vera sfida è come questo messaggio può essere acquisito nel processo e se la sua acquisizione, in violazione della privacy altrui – cioè senza il consenso dell’altra parte – può essere considerata lecita.

Come acquisire le prove su WhatsApp

Acquisire la prova di una conversazione via WhatsApp senza violare la legge non è cosa semplice. Bisognerebbe agire senza artifici o atti violenti. Ad esempio, inserire un software spia nel cellulare altrui che riveli le conversazioni non è legale. Strappare lo smartphone di mano al proprio partner, farlo cioè con violenza, costituisce il reato di rapina. Accedere all’altrui email, anche se si dispone dei relativi codici di accesso (ottenuti in precedenza, ma per altre ragioni) costituisce anch’essa una condotta contraria alla privacy.

Quindi, per acquisire la prova di una chat su WhatsApp, bisognerebbe sperare nella distrazione del titolare che lasci il proprio smartphone incustodito, ad esempio sul tavolo della cucina o sul divano. In quel caso è possibile fare una fotografia del display da cui risulti il contenuto che si intende utilizzare come prova. Oppure, se la prova in questione è su una chat diretta a voi di persona sarà sufficiente fare uno screenshot.

Un’altra soluzione è quella della prova testimoniale. Ad esempio, l’eventuale conversazione hot di una donna, scoperta dal figlio, può entrare in tribunale attraverso le dichiarazioni di quest’ultimo.

Leggere una chat WhatsApp e fare uno screenshot è reato?

Secondo la Cassazione, il consenso al trattamento dei dati personali non è richiesto quando è necessario ai fini dello svolgimento di investigazioni difensive o comunque per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Dunque, fuori dai casi di accesso abusivo al cellulare o acquisizione violenta dello stesso, fare lo screenshot della conversazione trovata casualmente sullo smartphone altrui non è reato: non costituisce una violazione della legge sulla privacy e può costituire prova in un processo civile o penale.

Che valore hanno gli screenshot di messaggi WhatsApp?

Gli screenshot dei messaggi WhatsApp, secondo la giurisprudenza, hanno lo stesso peso delle scritture private: se non contestati, servono come prova. Se qualcuno si oppone all’uso di un’immagine, deve fornire una buona ragione e sollevare dubbi sulla sua autenticità. D’altro canto, se la persona coinvolta non mette in discussione l’autenticità dei messaggi, questi diventano una prova a suo carico, a meno che non riesca a dimostrare che l’immagine è stata manipolata. Se la conversazione viene riconosciuta come vera, ha lo stesso valore probatorio di un documento scritto.

Conclusioni

In conclusione, una volta che la controparte riconosce l’esistenza della conversazione WhatsApp e non la contesta, la stessa acquista valore di prova contro di lui. In un mondo sempre più digitale, è fondamentale comprendere come le nostre interazioni online possono avere un impatto significativo anche nel mondo legale. 


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Simone Pifferi. Copywriter freelance, può scrivere su tutto ma le sue passioni riguardano la comunicazione, il web marketing, il settore telco e l'editoria. Dopo la formazione umanistica si appassiona alla SEO, al web design e allo sviluppo di siti web. Attualmente collabora come copywriter con diverse web agency e blog di settore. Simone Pifferi su Linkedin

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