Mobile Number Portability. La portabilità del numero mobile. Come si fa. Tempistiche, costi, diritti dei consumatori e consigli utili.

Portabilità del numero
Portabilità del numero da un operatore ad un altro. Quanto tempo ci vuole? Come si fa? Quanto costa? Ecco tutto quello che c’ è da sapere sulla mobile number portability.

Stanchi del vostro operatore mobile, tariffe troppo onerose, voglia di cambiare ma desiderio di mantenere il numero? Non c’è problema, come urlò il compianto attore Gene Wilder in Frankeinstein Jr: “Si può FARE!!”. In questo breve post vi raccontiamo tutto quello che c’è da sapere sulla portabilità del numero telefonico.

Partiamo dal diritto fondamentale: il numero è vostro e solamente vostro. E quindi può essere “trasportato” ad un altro operatore, appena ne sentirete l’esigenza. Questo si può fare grazie a un procedimento che corrisponde a una sigla: MNP. Cosa si cela dietro questo misterioso nome?

Prima di tutto c’è da sapere che è un acronimo e significa Mobile Number Portability. Insomma, stiamo parlando della portabilità del numero di telefono in ambito mobile, una procedura divenuta piuttosto comune presso i consumatori, derivata da un accordo fra le telco (le società di telefonia) e il Garante per le Comunicazioni.

Ma continuiamo con un poco di storia; ad esempio, non tutti sanno che il primo service provider telefonico a creare un layer infrastrutturale per poter acquisire numeri che provenivano da altri operatori è stata Wind Telecomunicazioni. Ha trovato il know how per farlo grazie ai soci “telefonici” di allora, ovvero Orange e Deutsche Telekom (l’altro grande socio era Enel).

L’ultima a cedere alla MNP fu Telecom Italia Mobile, non tanto per una questione conservativa ma per un vincolo tecnologico rappresentato dalla propria infrastruttura dati sofferente dell’ibrido ETACS/GSM.

Tempistiche della portabilità del numero

Tempistiche e modalità di attivazione della MNP. Premesso che abbiamo chiarito il concetto base della portabilità entriamo ora un po’ più nello specifico. L’operatore che accoglie il nuovo cliente viene definito recipient, ovvero colui che riceve il cliente e prepara il tutto per una nuova utenza, predisponendo i sistemi ad accogliere il nuovo numero. La sim, i codici, l’instradamento e quant’altro finisca sotto la generica definizione di “procedura di attivazione”.

L’operatore che invece cede il numero, ovvero perde il cliente, è il “donating“.

Il trasferimento del numero, porta con sé anche l’innovazione del trasferimento del credito collegato al numero (una misura particolarmente importante qui in Italia, dove abbiamo una prevalenza di sim ricaricabili).

Insomma, il credito residuo dopo il cambio operatore viene accreditato dall’operatore donating, ovvero da dove proviene il cliente, in favore del nuovo.

C’è un poco di storia da fare poiché è vero che nel 2002 il trasferimento del numero (MNP) è stato cristallizzato in una procedura comune e condivisa ma le cose iniziarono già diversi anni prima quando il Garante delle Comunicazioni (AGCOM) incoraggiò per la prima volta nella storia delle telecomunicazioni italiane la procedura di trasferimento del numero e che il “donating” avrebbe dovuto provvedere al trasferimento del numero entro cinque giorni lavorativi. Provvedimento a lungo ignorato dalle telco che hanno continuato a lungo, imperterrite ad autoregolamentarsi, con vecchie procedure interne molto più lente, totalmente in barba al decreto. Insomma, per molto tempo le compagnie telefoniche hanno di fatto ostacolato la portabilità, in particolare gli incumbent Tim e Vodafone, spaventate dall’apertura ad una maggiore concorrenza.

Nel 2008 la procedura era già divenuta un poco più veloce. Se facevi l’MNP potevi anche cavartela con soli pochi giorni di attesa per il trasferimento del numero e una ventina per quello del credito telefonico. Vista però la situazione ancora un po’ anarchica, tra le “spallucce” delle telco, il Garante delle Telecomunicazioni ha dovuto ricorrere addirittura al Consiglio di Stato per abbassare il tempo della portabilità, fissandola definitivamente ai tre giorni lavorativi di tempo. È questo il tempo a cui si ha diritto oggi per una completa MNP.

Tuttavia, a parte alcuni dettagli tecnici, la portabilità del numero si configura come una legge e procedura di dominio pubblico per cui sembra che non ci sia da sapere più di tanto. Di fatto, vorrei addentrarmi all’interno dei meandri di questo tema per scoprire man mano ciò che la legge e la procedura di MNP sottende. Iniziamo a parlare ad esempio delle tempistiche esatte e garantite per una portabilità del numero.

Oggi quanto ci vuole per cambiare sim e fare la portabilità?

Che cos’è la procedura di attivazione e che tempi ci sono? La procedura di attivazione di un MNP è l’atto di transito del numero dall’operatore donating a l’operatore recipient. Quanto ai tempi di attivazione la delibera dell’Authority parla chiaro. La procedura deve e non può superare 3 giorni lavorativi. In merito sempre alla procedura, l’authority stabilisce che un numero può essere portato più volte da un provider ad un altro.

Ma non è finita, il numero di telefono è possibile portarlo non solo da una telco tradizionale ad un altra ma anche da una telco a un MVNO, un acronimo che definisce le società Mobile Virtual Network Operator, ovvero operatori di rete mobile virtuale. Realtà che forniscono servizi di telefonia senza essere società telefoniche in senso stretto. Non possiedono infatti tutte le infrastrutture necessarie per erogare il servizio ma si poggiano sulle reti delle compagnie reali, utilizzando ovviamente autonome strategie di prezzo e marketing. Le società MVNO sono diverse. Oggi le principali sono PosteMobile, Kena Mobile, Fastweb Mobile e CoopVoce. Ma torniamo a noi.

Quali sono i passaggi da fare per fare la portabilità del numero telefonico?

In sintesi gli step necessari alla portabilità del numero sono i seguenti:

  • Il cliente contatta l’operatore receiver che si occuperà di predisporre l’infrastrutture necessarie ad accogliere il numero unitamente alle pratiche amministrative del caso.
  • L’operatore receiver contatta poi l’operatore donating informandolo del transito del numero del cliente.
  • Conclusa la pratica amministrativa tra gli operatori ricevente/donatore l’utente passa con il suo numero al nuovo gestore.

Dunque, potremmo affermare che il famigerato “periodo di attivazione” consiste in questi passi che iniziano con la richiesta del cliente e si completano con l’ottenimento del numero di quest’ultimo, attivo, sulla sim del nuovo operatore. Ripetiamo che questa tempistica deve essere conclusa per legge entro tre giorni lavorativi (quindi esclusi sabati, domeniche e festivi). È un vostro sacrosanto diritto.

Quanto costa la portabilità?

I costi della portabilità variano da operatore ad un altro, si parla di un costo che varia da un minimo di zero euro a un massimo di dieci, in considerazione del fatto che le offerte telefoniche sono in continua evoluzione giornaliera. Ciò che diversi operatori pretendono (non tutti), che siano telco tradizionali o MVNO, è di imporre il vincolo che, dopo la portabilità, il cliente debba restare con loro, almeno un tot di mesi. Il vincolo però, non può mai essere motivo di negazione di una portabilità in uscita. Cerchiamo di essere più chiari su questo punto:

Per intenderci, se avete un vincolo con un gestore, quest’ultimo può richiedere, a rottura prematura del vincolo, la restituzione di eventuali sconti applicati in precedenza. Ma non è assolutamente in diritto di bloccare una portabilità. La portabilità in uscita, salvo casi di inadempienze, debiti contratti, fatture non pagate o credito in negativo, va sempre autorizzata. È assoluto obbligo del gestore e un diritto del consumatore.

Consigli per la portabilità del numero

La cosa importante nel processo di portabilità è che il cliente non deve interessarsi di effettuare una procedura di cambio. Per cambiare il proprio operatore e portarsi dietro il numero basta aderire alla proposta commerciale di una compagnia e comunicare il codice identificativo ICCID che si trova stampato sulla sim, sulle bollette o nei profili presenti nel wallet delle app dei vari gestori telefonici.

Sarà cura dell’operatore receiver trasmettere l’informativa all’operatore donating e interrompere la relazione commerciale con il precedente gestore. Pertanto, da subito il rapporto con il precedente gestore viene gestito dal nuovo. Spesso si sentono lamentale di clienti che hanno un nuovo contratto in essere ma sono vessati dal vecchio operatore con eventuali nuovi addebiti. Vi diamo una buona notizia, ciò che dovete fare è nulla. È tutto a carico del gestore ricevente che deve occuparsi in tutto e per tutto di questo delicato passaggio.

La procedura di portabilità può essere avviata anche on line o telefonicamente contattando l’operatore receiver. Basta fornire i propri dati personali e il codice ICCID della sim citato sopra. È indispensabile, badate bene, che l’intestatario del nuovo contratto corrisponda a quello del vecchio contratto, sia in caso di ricaricabile che di abbonamento. Quindi, per farvi capire la cosa in maniera spicciola, non potete fare una sim con l’operatore A chiedendo il trasferimento del numero da una sim dell’operatore B intestata alla vostra fidanzata.

L’anagrafica in mano all’operatore A deve essere identica a quella in mano all’operatore B. Tutto chiaro? Incongruenze di questo tipo sono il principale motivo di rifiuto della portabilità.

Speriamo di aver sviscerato bene ogni dubbio riguardo la portabilità del numero. Per qualsiasi ulteriore domanda e per commentare questo articolo, utilizzate lo spazio apposito in basso.

Ritardo portabilità del numero. Risarcimenti. Come funzionano?

Come ampiamente spiegato sopra, ottenere la portabilità del numero telefonico da una compagnia ad un’altra è un sacrosanto diritto del consumatore. E in quanto tale tutelato dalla legge. Per questo, la compagnia che non effettua la portabilità entro 3 giorni lavorativi, può ricadere nella violazione prevista dal codice civile, relativa all’inadempimento contrattuale.

In pratica, il gestore, normalmente quello cedente, è obbligato ad un risarcimento, diciamo così, forfettario, per ogni giorno in più rispetto ai 3 lavorativi previsti per la portabilità.

Normalmente, la colpa per una mancata portabilità, ricade sul gestore donatore. In tutti i modi, in caso di portabilità autorizzata in ritardo o addirittura negata, è necessario sincerarsi che le problematiche non siano addebitabili all’utente o all’errato inserimento dei dati richiesti per la procedura di mobile number portability.

Quindi, se avete richiesto una portabilità del numero da un gestore ad un altro e siete assolutamente certi di aver comunicato per bene i vostri dati, avete diritto ad un risarcimento (da 2,50 euro a 5,00 euro) per ogni giorno di ritardo.

Inoltre, in casi più rari e in situazioni in cui sia possibile fornire prove adeguate, l’utente potrebbe richiedere anche un più cospicuo risarcimento per danni al gestore telefonico. È il caso ad esempio – fortunatamente sempre più raro – di processi di portabilità durante i quali una sim viene disattivata mentre la nuova tarda ad aggiornarsi con il vecchio numeri. Casi in cui, per un determinato periodo di tempo, la portabilità diventa quindi causa di sospensione del proprio numero di telefono e quindi di totale irraggiungibilità per il consumatore.

In questi casi, lo ribadiamo, è vostro diritto richiedere i risarcimenti per ritardo nella portabilità del numero. Un’azione che potete avviare da soli, richiedendo al gestore l’apposito modulo che potrà quindi essere inoltrato tramite fax o pec. In alternativa, potete chiedere il supporto di una delle tante e serie associazioni di consumatori operanti nel nostro Paese. Esperti vi guideranno nella non difficile strada del rimborso.

Come chiedere rimborso per ritardo nella portabilità del numero

Allora su questo punto vogliamo essere molto chiari, per aiutare i nostri lettori. Nonostante qualche addetto al call center riporti a volte informazioni errate, è assolutamente indispensabile, per ricevere un rimborso che vi sia una comunicazione ufficiale e scritta dell’utente al gestore. Quindi, i mezzi a vostra disposizione sono il fax e la pec. O al limite le vecchia raccomandate A/C.

Sono strumenti decisamente meno comodi ma non vi fidate mai della possibilità di richiedere un rimborso chiamando direttamente il call center del vostro gestore telefonico o, peggio ancora, lasciando un messaggio sui canali social ufficiali.

Potete invece utilizzare i comuni canali di supporto della vostra compagnia telefonica per richiedere il modulo di rimborso che dovrete compilare, firmare, ed inviare al gestore.

Nel caso riteniate che il gestore abbia tenuto un comportamento scorretto e volete andare oltre il normale rimborso, come detto sopra, potete procedere anche con una richiesta di risarcimento per danni. È il caso ad esempio di professionisti la cui irraggiungibilità telefonica può rappresentare una concreta e dimostrabile perdita di guadagno. In questi casi, ovviamente più complessi, potete farvi assistere da un avvocato civilista.

Leggi anche come passare il tuo numero a: Tim, Iliad, Vodafone, Wind, Tre, Ho Mobile

5 commenti

  1. Buongiorno,io e mia moglie siamo passati a Illad il 31 luglio .io con wind ho avuto la portabilità dopo 2 giorni mia moglie con vodafone 8 giorni il tempo che scadeva abbonamento mensile x rubare gli ultimi 13.00 € comportamento davvero da gran signori da parte di vodafone .Meditate gente,MEDITATE

  2. Non mi dilungo in .. opinioni su Vodafone..
    sappiate cmq che per il ritardo nella portabilità oltre i 2 Giorni, devono per legge rimborsarvi la loro furbesca incapacità di gestire le utenze.

    Ciao

  3. Buongiorno, io sono passato a Iliad e dopo 11 giorni Vodafone non ha dato ancora la portabilita, naturalmente anche avendo disattivato tutte le promozioni me le hanno addebitate ugualmente…..bisogna proprio valutare bene le compagnie telefoniche oggi giorno, perche’ questi sono furti legalizzati.

  4. Buondì, la mia avventura con Vodafone, con Vodafone casa + 2 sim, disdetto tutto dopo gli aumenti, chiesto portabilità a Tre il 30 luglio, ritardi pazzeschi per la portabilità, chiamato Vodafone pratica ok in corso, risultato: 1 sim sganciata il 28 agosto e l’altra forse il 3 settembre, che ne dite di Vodafone? Con Tre fibra a casa + 2 sim (giga e minuti illimitati) risparmio 30€ al mese, mica male no???

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