Scaricare Immuni

Ma in concreto, Immuni, a cosa serve? Come funziona il tracciamento del contagio ed è davvero importante scaricarla? Ecco, spiegato in parole semplici e in breve, a cosa serve davvero la chiacchieratissima App Immuni.

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Dal 1° giugno la app Immuni è arrivata in 4 regioni italiane. Il 5 giugno è stato invece il giorno dello sbarco sull’intero territorio nazionale.

La app si può già scaricare dagli store online di Google e Apple oppure dal sito web immuni.italia.it.

Come funziona la App Immuni

La app Immuni si può scaricare dagli Store e utilizzare direttamente con lo smartphone, purché si possegga un modello adeguato e aggiornato alle ultime versioni del sistema operativo.

In particolare non supportano la app gli iPhone 6, 5 e 5s e modelli precedenti e tutti i dispositivi Apple non aggiornati a iOS 13.5, per Android serve almeno la versione 6 mentre la app Immuni non è disponibile per i dispositivi Huawei di nuova generazione che non utilizzano il sistema Google.

L’app ha lo scopo di individuare velocemente e con precisione i soggetti che hanno avuto contatti con le persone che risultano positive ai test per il Covid-19 in modo da frenare la diffusione del contagio e isolare tempestivamente eventuali nuovi focolai.

Per poter rispettare la privacy e la sicurezza degli utenti, la app Immuni non traccerà, dunque, gli spostamenti delle persone, ma solo i contatti ravvicinati.

Questo si otterrà tramite l’utilizzo della tecnologia bluetooth per cui gli smartphone degli utenti si invieranno reciprocamente e automaticamente dei codici anonimi quando i rispettivi proprietari si troveranno a un metro di distanza.

Inoltre, Immuni seguirà il modello di raccolta dati decentralizzata di Google e Apple, vale a dire che i dati raccolti non saranno raccolti in un server centralizzato ma solo conservati sui singoli telefoni.

Immuni. Cosa succede se viene individuato un paziente positivo

Nel momento in cui una persona dovesse venire a conoscenza di aver contratto il Coronavirus sarà interrogato da un operatore sanitario circa l’utilizzo della app Immuni.

A quel punto, se il paziente dichiara di averla usata, dovrà fornire il codice univoco associato al suo dispositivo che potrà leggere direttamente dalla app.

Una volta che tale codice sarà comunicato, la app rintraccerà tutti i dispositivi entrati in contatto con quello del paziente risultato positivo e procederà a inviare gli avvisi di possibile contagio.

Da questo momento in poi tutto si giocherà sulla responsabilità personale di coloro che hanno ricevuto il messaggio che dovrebbero provvedere a mettersi in quarantena e richiedere immediatamente un tampone.

Scaricare Immuni. Cosa ne pensa il Garante della Privacy

La sperimentazione della app Immuni è potuta partire perché il Garante per la privacy ha dato il via libera al Ministero della Salute ritenendo che “il trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in modo sufficiente il rispetto dei diritti e della libertà degli interessati”.

Tuttavia lo stesso Garante ha ritenuto opportuno dare una serie di raccomandazioni volte a rafforzare la sicurezza dei dati dei cittadini che utilizzeranno la app invitando il Ministero a testare alcune misure nell’ambito della sperimentazione nelle prime quattro regioni.

In particolare il Garante ha chiesto di:

– informare gli utenti in modo approfondito circa il funzionamento dell’algoritmo utilizzato dalla app per valutare il rischio di esposizione al contagio e renderli coscienti del fatto che si potrebbero generare delle notifiche di esposizione che non sempre riflettono reali condizioni di rischio.

– dare la possibilità agli utenti di disattivare temporaneamente la app in modo semplice e intuitivo attraverso un comando posto nella schermata principale

– garantire la trasparenza del trattamento dei dati a fini statistico-epidemiologici e individuare modalità assolutamente sicure di proteggerli e impedire che possano essere riassociati a soggetti identificabili.

Cosa ne pensa la gente di Immuni

Nelle prime 24 ore dal rilascio la app Immuni è stata scaricata da circa mezzo milione di italiani, un risultato notevole che fa pensare che si riuscirà ad avere quella copertura minima per cui il contact tracing diventa utile al fine di prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus.

Negli scorsi giorni, però, un sondaggio condotto da Emg per Public Affairs Advisors che ha visto 1.758 intervistati, ha messo in luce che solo il 44% degli italiani sarebbe disposto a scaricare la app per il tracciamento, una percentuale rilevante, ma non sufficiente per garantire l’efficacia di questo metodo contro il Covid-19.

Luisa Casanova Stua entra nel team UpGo.news a giugno 2020. Da sempre Luisa lavora con la parola. Laureata in Lettere Moderne ha accumulato esperienze in diverse redazioni giornalistiche online, uffici stampa e agenzie di pubblicità. Ad oggi scrive per diverse testate e blog. Su UpGo.news aiuta gli utenti a comprendere, con un linguaggio semplice, temi e servizi legati al mondo telco. La sua pagina ufficiale Facebook è: www.facebook.com/LuisaCasanovaStua

7 commenti

  1. Dovrebbe essere usata da molte più persone. Ci sono molti dispositivi che non possono usarla, questo è un limite che si poteva evitare.

  2. mai e poi mai questa app è il segno tangibile che si vuole “controllare” la nostra vita (più ancora di come fatto finora), la dittatura avanza mascherata

  3. Abbiamo e diamo consenso ogni giorno utilizzo dati personali a diverse coochy più o meno discutibili senza batter ciglia ed ora facciamo i pignolini adombrandoci in miserrime discussioni su privacy dopo che abbiamo concesso tutto alle più puttane delle app scaricate.
    Intelligentoni del web

  4. tu continua a fare questa cessione della tua privacy alle “puttane” , io no GRAZIE sono più ragionevole.

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