Intervista

Intervista a Gian Luca De Sario, del Media Planning di Wind 3. Per un’azienda che opera nel mondo delle telecomunicazioni, e della telefonia in particolare, l’attività di media planning è sicuramente tra le più importanti. Il processo di pianificazione delle campagne pubblicitarie sui mezzi di comunicazione ha un ruolo spesso decisivo per il successo di un prodotto e di una iniziativa. Serve una conoscenza approfondita del mercato, delle performance, dei dati. Una professionalità della quale andiamo alla scoperta in Wind Tre, alla luce soprattutto della fusione che ha portato l’azienda, guidata da Jeffrey Hedberg, ai vertici del mercato mobile in Italia. Ne parliamo con Gian Luca De Sario, Responsabile Media Planning di Wind Tre.

Wind Tre intervista Media Planning
Intervista a Gian Luca De Sario, responsabile Media Planning di Wind Tre. Ecco come comunicheranno i due brand nel prossimo futuro.

Un bilancio del 2017 per la pianificazione Wind Tre, come si è evoluta la presenza dei vostri brand dopo la fusione?

“La fusione è stata sicuramente una grande opportunità, anche per noi del Media planning. In effetti, da due grandi realtà come Wind e 3, abbiamo potuto prendere il meglio nei rispettivi ambiti, enfatizzando le diverse vocazioni dei due brand: grandi eventi e prime time per Wind, digitale per 3. Una strategia sinergica che produce ottime performances complessive”.

La TV rimane il mezzo principale di comunicazione, come è articolato il vostro media mix?

“La nostra strategia media si può riassumere nelle 4T: target, tv, touchpoints digitali, territorio. Con i dati a nostra disposizione, definiamo i vari aspetti legati ai target delle persone che vogliamo ‘raggiungere’, costruendo nel contempo il miglior media mix. La tv resta il mezzo principe per molte nostre pianificazioni che prevedono la presenza attraverso presidi sui grandi eventi. Il nostro obiettivo è quello di conquistare la ‘testa’ e il ‘cuore’ del pubblico. Siamo anche molto attenti a tutto il mondo digital, presidiando i principali touchpoints digitali, perché, proprio sul web, abbiamo registrato miglioramenti nelle performance di vendita a due cifre. Sul territorio, infine, programmiamo varie attività, tra cui affissioni e passaggi radio, che danno grandi risultati, come dimostrato dalla pianificazione su Trieste e ad Agrigento in occasione della presentazione della nuova rete integrata di Wind Tre”.

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Sul web quale tipologia di advertising privilegiate e come si sono sviluppate le vostre strategie di comunicazione rispetto a questo media?

“Il digitale è sempre più diffuso, basti considerare che oltre il 60% della popolazione che guarda la tv lo fa tenendo in mano lo smartphone. Ovvio, quindi, che veicolare sul web la parte media sia un dato importante. Significa indirizzare il messaggio nel momento giusto e ad un target preciso. E noi riusciamo ad ottenere il massimo dai dati raccolti: dal punto di vista tecnico-informatico, siamo infatti in grado di trasformare questi numeri in opportunità. Quella di Wind Tre è una programmazione su base scientifica che si sta dimostrando vincente”.

Quali target e quali zone d’Italia potranno dare maggiori risultati in futuro per la vostra attività?

“Puntiamo su tutte le realtà del nostro Paese e non facciamo grandi differenziazioni tra il target dei giovani e quello degli ‘Over’. Del resto, sappiamo per esperienza che al giorno d’oggi, talvolta, sono i nonni che chiedono ai propri nipoti come avere più Giga di Internet. Potenza dell’evoluzione e della digitalizzazione in atto. Certo i millennials sono più legati al digitale e meno alla tv. Ma questo non significa che non la guardino, cambiano solo la prospettiva di fruizione e il mezzo”.

Su cosa punterete, in particolare, nel 2018?

“Anche quest’anno avremo un approccio da operatore ai vertici del mercato mobile. Da leader. In TV privilegeremo la qualità dei grandi programmi di prime time pianificando per contenuto e non solo tenendo in considerazione gli elevati volumi di spazi pubblicitari. Rinforzeremo anche le partnership con tutti i principali player del mercato pubblicitario e, sul web, lavoreremo per una sincronizzazione dei mezzi off-line e online, puntando sia sull’awareness sia sulle performance. Infine, continueremo a lavorare sulla vicinanza al territorio, allargando la platea rispetto a singole zone e paesi”.

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AgiR (Agenzia Giornalistica Repubblica)

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