Dietro il nuovo 5G ci sono dei reali pericoli per la nostra salute? Dalla Cina arriva l’ok alle sperimentazioni con la prima chiamata instradata sulla nuova rete ultra-veloce. Ma c’è chi si interroga sui rischi per la salute e addirittura per l’ambiente. Prima di lasciarvi al post di oggi, vi ricordiamo il nostro Canale Telegram con tutte le news su telefonia e pay tv.

5G
Rivoluzione 5G alle porte. Ma la nuova tecnologia può essere nociva? Intanto in Cina è stata effettuata con successo la prima telefonata sulla rete 5G di Unicom China.

ZTE ha annunciato che grazie alla collaborazione con l’operatore China Unicom è stata finalmente effettuata la prima chiamata vocale al mondo su rete in 5G.

Si tratta del primo di quelli che, con tutta probabilità, saranno una lunga serie di test per verificare le potenzialità della nuova rete in vista del lancio previsto per il 2020.

Il test è avvenuto grazie alla filiale Guangdong di China Unicom e, dall’area di Shenzhen, sfruttando uno dei primi prototipi degli smartphone ZTE che verranno commercializzati in futuro con il supporto alla connettività in 5G.

L’azienda inoltre ha precisato che il test è avvenuto in modalità NSA, e quindi conforme al Rel-15 3GPP, ovvero lo standard recentemente certificato.

Ecco quanto dichiarato nella nota ufficiale:

Dopo i test dello scorso novembre nel centro di ricerca, ZTE conferma il primato sullo sviluppo del 5G superando una prova che, oltre a portare a termine con successo una chiamata con lo smartphone prototipo, ha dato modo di verificare diversi servizi, come la chiamata vocale del gruppo Wechat, i video online e la navigazione web.

 

Sono state verificate diverse tecnologie chiave 5G come Massive MIMO, 5G NR, connettività doppia NSA, tecnologia di trasporto FlexE e 5G Common Core.

Ricordiamo che Shenzhen è una delle prime città a vantare le antenne per il 5G di China Unicom. Questi test avranno ovviamente l’obiettivo di predisporre l’intera città al futuro lancio commerciale della rete 5G. Insomma, l’ennesimo primato registrato dalla Cina.

L’arrivo del 5G è previsto per il 2020. Lo scorso Dicembre la città di Milano è stata titolata ufficialmente come la prima capitale europea grazie all’installazione della prima antenna in 5G da parte di Vodafone. Entro il 2019 l’obiettivo è quello di estendere la copertura anche nelle altre quattro principali città italiane.

Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia in quell’occasione aveva dichiarato:

Da oggi Milano è a pieno titolo la capitale europea del 5g e sarà la base per creare vera innovazione sociale. Da gennaio Vodafone inizierà la copertura 5g delle principali città italiane ed entro il 2019 completeremo le prime cinque: Milano, Roma, Torino, Bologna e Napoli.

Tutto sembra quindi muoversi in direzione del debutto della nuova rete, mentre nel corso del 2019 diversi produttori importanti della scena mobile dovrebbero lanciare sul mercato i primi esemplari di smartphone con supporto al modulo di connessione in 5G. Modelli che dovrebbero fare capolino sul mercato solo in alcuni paesi selezionati in cui sarà pienamente attiva la rete di quinta generazione.

5G. Rischi per la salute?

Tanta attesa per l’arrivo del 5G, ma anche tanti dubbi sugli effettivi rischi che potrebbe comportare alla salute delle persone.

Dubbi di cui negli ultimi mesi si discute spesso, tanto che persino il Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea si è arreso agli allarmismi evidenziando delle perplessità in merito alla natura nociva della rete 5G con un dettagliato documento in cui si analizzano i potenziali rischi non solo all’uomo, ma addirittura all’ambiente.

Considerando che il SCHEER è solito affrontare certe questioni con una certa “mentalità aperta”, desta non poche perplessità una lettera del genere, la cui importanza potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni nei confronti del 5G.

Queste le note evidenziate dalla lettera esposta dal SCHERR:

Il 5G evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per ciò che concerne i loro effetti sull’uomo o sull’ambiente.

Successivamente si menzionano i campi elettromagnetici, le cui case di esposizione verso l’uomo restano ancora ignote:

Come esposizione ai campi elettromagnetici possa influenzare l’uomo rimane controverso, gli studi non hanno fornito prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali.

Con una decisione che sembra spiazzare piuttosto tutti, il Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti della Comunità Europea ha quindi deciso di classificare il 5G nella lista degli agenti pericolosi per l’umanità.

In passato sono stati effettuati diversi esperimenti in merito alle influenze del 5G sulla salute delle persone. Tra i potenziali effetti collaterali causati da una lunga esposizione alla nuova rete mobile di quinta generazione si menzionano addirittura problemi di memoria e disorientamento. Tra i possibili sintomi si evidenziano addirittura rischi nettamente più pericolosi come mal di testa cronici, sangue dal naso, insonnia, aborti e in alcuni casi, addirittura cancro.

A destare ulteriori preoccupazioni, pur rientrando sempre nel campo delle statistiche, parlano addirittura dell’installazione di un ripetitore per ogni 12 case, questo per permettere al segnale della rete 5G di propagarsi in modo adeguato e funzionale.

Questo implicherà quindi la presenza di numerosi ripetitori nelle città, pronte ad affollare strade, con conseguente propagazione di onde elettromagnetiche. Insomma, anche se il 5G rappresenterà il futuro delle connessioni a internet. l’approccio andrà gestito con una certa attenzione.

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