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Starlink internet. Come funziona, prezzi, info e curiosità

Starlink internet. Come funziona

Niente fibra e niente 5G? Una buona notizia per tutti: Starlink è arrivato anche in Italia! Mettetevi comodi per questo nuovo post di UpGo nel quale vi racconteremo tutto quello che c’è da sapere sul nuovo internet satellitare Starlink.

Starlink e il suo creatore Elon Musk sono da tempo sulla bocca di tutti. Un progetto avveniristico alla conquista dello spazio per infrangere una nuova barriera della tecnologia in ambito di telecomunicazioni.
Ma cosa è Starlink? Come funziona? In questo articolo vi parleremo di questa storia dal sapore fantascientifico, direttamente dalle stelle.

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Astronauta nello spazio

Starlink è a tutti gli effetti una nuova costellazione, formata non da astri dorati ma da satelliti spaziali messi in orbita per creare una nuova rete. Una flotta di satelliti che prevede migliaia di “anatroccoli” per consentire l’accesso alla rete internet globale a banda larga.
Gli “anatroccoli” sono satelliti artificiali miniaturizzati, decisamente piccoli e leggeri rispetto ai loro fratelli maggiori, che di conseguenza possono essere mandati in orbita a un prezzo “accessibile”.

Certo poi ognuno di noi ha il suo pensiero su cosa sia accessibile, ovviamente. Ma se parliamo di mandare qualcosa nello spazio, e non di comprare un frigorifero nuovo, gli anatroccoli hanno il grande vantaggio di poter essere spediti in orbita in maggior numero dallo stesso vettore (o lanciatore, ovvero il missile che lancia nello spazio questi fantastici giocattolini).


Immaginate quindi una flotta di paperelle viaggiare nello spazio per collocarsi in orbita bassa e trasformarsi, come nella più classica delle fiabe, non in un cigno ma in una costellazione. Sembra quasi romantico! Tornando con i piedi per terra, anzi nello spazio, cosa si intende per orbita terrestre bassa? Quando si parla di LEO ovvero Low Earth Orbit, si intende l’orbita attorno alla terra che va dall’atmosfera alle Fasce di van Allen, quindi tra 300 e 1000 Km.

Stiamo parlando di quelle zone dove si collocano i satelliti ma anche le stazioni spaziali come al Mir e la Stazione Spaziale internazionale ( che per intenderci sono ad altezza media di circa 390 km). Insomma, in quella zona c’è un bel traffico! Rilasciare migliaia di satelliti in orbita sopra la LEO aveva suscitato molte preoccupazioni relative ai danni che i detriti spaziali avrebbero potuto provocare a lungo termine: rilasciarli nell’orbita terrestre bassa, intorno ai 550Km, è stato considerato più sicuro perché i detriti decadono in tempo minore.

Antenna satellite

I nostri anatroccoli sono schierati dunque in una costellazione in quanto l’area di copertura di ogni singolo anatroccolo sarebbe troppo piccola per mantenere una copertura continua, perché al contrario dei satelliti geostazionari, non si muovono con la stessa velocità di rotazione del nostro pianeta. Le attuali offerte Internet via satellite si basano proprio su questi grandi satelliti collocati in un’orbita geostazionaria (GEO o Geostationary Earth Orbit), chiamata anche Fascia di Clarke, ovvero quell’orbita equatoriale che permette a un satellite artificiale di avere un periodo di rivoluzione uguale al periodo di rotazione della Terra, coprendo quindi sempre la stessa zona.

Questa Fascia ha avuto forti ripercussioni sulla geopolitica mondiale, in quanto i Paesi situati sull’equatore, come Colombia, Brasile, Indonesia, Equador, Uganda, Kenya e Repubblica democratica del Congo, hanno rivendicato la loro supremazia sull’orbita geostazionaria considerandola parte integrante del loro territorio, dal momento che è una realtà dipendente dai fenomeni gravitazionali della terra. Va da sé che gli altri Stati non hanno mai riconosciuto la dichiarazione di Bogotà del 1976, in cui avveniva questa rivendicazione.


Chiudiamo questa piccola parentesi sulle rivendicazioni spaziali (sarebbe divertente immaginare i Capi di Stato con le divise di Star Trek!) e torniamo invece alla LEO, l’orbita terrestre bassa. I mini satelliti lanciati in questa fascia garantirebbero una latenza molto bassa particolarmente ridotta rispetto ai satelliti geostazionari di cui abbiamo appena parlato. La latenza, ne abbiamo parlato molte volte, è l’intervallo di tempo tra input e output.

Detto in parole povere, è la velocità di risposta di un sistema. Nel mondo delle telecomunicazioni, potete immaginarlo da soli, è un fattore fondamentale. Pensiamo a tutte le applicazioni in campo medico e militare, ma anche in ambito domestico: videoconferenze e videogiochi in rete per esempio. Quel maledetto LAG che è entrato ormai nel nostro vocabolario come cacofonico neologismo. Se sentite vostro figlio adolescente strillare “O no, sta laggando!” seguito da una serie interminabile di parolacce, vuol dire che il suo videogioco funziona male a causa di un ritardo che va muovere il gioco a scatti e impedisce partite multiplayer. Attraverso il progetto Starlink, il tempo di latenza dovrebbe attestarsi tra i 25 e i 35 ms ( le attuali tecnologie arrivano a una latenza di 600ms).


Ma basta pensare a questa interminabile pandemia, e a quanto sia aumentato l’utilizzo delle videochat o dei progetti in rete. Se avete mai provato a cantare “tanti auguri a te” su Zoom insieme a tutti i vostri amici, avrete notato che si creava una sorta di canone involontario e poco gradevole… ovvero che non riuscivate a cantare all’unisono. Con una minore latenza si risolverebbe questo problema, poco grave nel caso di uno strampalato coro di compleanno, utilissimo per orchestre costrette a suonare a distanza.

Ma il progetto di questo “internet spaziale” interessa moltissimo i mercati nelle strategie HTF, ovvero Hight Frequancy Trading, ovvero il trading ad Alta Frequenza. Stiamo parlando di transazioni sui mercato guidate da algoritmi matematici, che hanno bisogno di una velocità molto alta in quanto alcune di queste transazioni possono durare anche frazioni di secondo, in cui si guadagnano o perdono un sacco di quattrini…

Elon Musk, fondatore di Starlink Internet

Starlink è un progetto di Space X, l’azienda aerospaziale statunitense costruita da Elon Musk.
L’imprenditore sudafricano-canadese-statunitense è uno degli uomini più ricchi del mondo, secondo pare solo a Bezos, il babbo di Amazon. Famoso per il suo approccio visionario al mondo degli affari, ha una storia ricca di successi e un bel mucchietto di aziende e il piccolo obiettivo di cambiare l’umanità e il mondo con il lavoro delle sue creature…

Oltre alla sua SpaceX, è CEO di Tesla (veicoli elettrici e pannelli fotovoltaici); cofondatore e CEO di Neuralink ( interfacce neurali impiantabili con scopi nel mondo del transumanesimo e la cura di malattie cerebrali); presidente di SolarCity ( fornitore, lo dice il nome stesso, di energia solare); fondatore di The Boring Company (con cui costruisce tunnel con macchinari d’avanguardia); cofondatore di PayPal ( che non ha bisogno di presentazioni, fornisce servizi di pagamenti digitali con cui probabilmente avete comprato qualcosa proprio oggi!); cofondatore di OpenAI ( che fa ricerche sull’intelligenza artificiale “amichevole”) e babbo di Virgin Hyperloop, per il trasporto iper veloce di merci e passeggieri all’interno di tubi a bassa pressione.


Elon Musk è decisamente un personaggio fuori dagli schemi, geniale e ricchissimo grazie alle sue scommesse nel campo dell’innovazione, che guarda sempre più avanti di tutti, con risultati sia in termini di ricerca che di affermazione professionale raggiunti già da giovanissimo ( Elon Musk è infatti nato nel 1971). Appassionato di programmazione già all’età di 10 anni, ne ha solo 12 quando vende il primo videogioco inventato da lui, chiamato Blastar. Seguendo la sua biografia sembra proprio quella di un film, dalla genialità infantile passando per i soprusi subiti a causa del bullismo che l’ha portato addirittura ad essere lanciato dalle scale e pestato fino a perdere conoscenza.

Elon vedeva gli Stati Uniti come il Paese dove i sogni prendono forma, e si impose per proseguire gli studi nel Paese dei dreamers, diventando infine cittadino USA nel 2002. Aveva solo 28 anni quando fondò Paypal, e 31 quando la vendette a E-Bay per un miliardo e mezzo di dollari, imponendosi all’attenzione del mondo dell’imprenditoria, della stampa e di tutti noi. Abbiamo già viaggiato lungo la carrellata delle aziende che ha fondato e delle imprese in cui si è lanciato, ma anche la sua vita privata ha suscitato la curiosità della gente, tra matrimoni e curiosità, non ultima il nome di uno dei suoi figli, chiamato X Æ A-XII.

L’origine del nome, la sua pronuncia e le battute sulla vicenda si sono rincorse sui social alla velocità dell’Hyperloop, fino alla spiegazione data dalla compagna di Elon, la musicista Grimes, su Twitter: X è la variabile incognita, Æ è la pronuncia elfica di Intelligenza Artificiale, A-12 è il precursore del veicolo preferito dalla coppia, SR-17: un aereo velocissimo e non armato. Semplice, no?


Come abbiamo già detto, sembra proprio la storia di un film. E infatti, pare che il nostro Elon Musk abbia ispirato diverse produzioni cinematografiche! Partiamo da Tony Stark, il personaggio interpretato da Robert Downey Jr: pare che il geniale e ricchissimo ingegnere del film sia stato ispirato proprio a Elon Musk! In pratica: Elon Iron Man Musk! A suggellare l’amicizia tra il papà di Starlink e la produzione cinematografica, Musk ha un cameo in Iron Man2, dove chiacchiera in un ristorante della sua idea per un jet elettrico con Robert Downey Jr.
Nel 2015, Elon Musk fa un giro a Springfield, dove mette le tende in casa Simpson e prende ispirazione dalle idee di Homer, nell’episodio The Musk Who Fell to Earth
Titolo azzeccatissimo perché sin dalla prima riga di questo articolo abbiamo tutti forse canticchiato le canzoni di David Bowie… Star Link sembra proprio il titolo di una canzone del Duca Bianco!

Immagine del Big Bang


Un genio di tale calibro non poteva non apparire anche in The Big Bang Theory, dove fa il volontario alla mensa dei poveri con lo spassosissimo ingegnere aerospaziale Wolowitz e, di conseguenza, anche nella serie Young Sheldon.
Molte le partecipazioni di Elon Musk a documentari, produzioni televisive, ma la vera sfida è stata lanciare il cinema nello spazio! Il progetto prevede di spedire quel mattacchione di Tom Cruise nello spazio per girare un film nuovo di zecca. Il tutto con il plauso e il sostegno della NASA.

D’altronde, se non si possono girare film a causa della pandemia, la soluzione è facile… si va in orbita! Nessun problema per l’attore che nei suoi film ha scalato grattacieli e si è aggrappato alle ali di aeroplani in volo…
Molti dei progetti partoriti da Elon Musk sembrano folli, ma portano a nuove frontiere nell’ambito della tecnologia, del cinema, delle telecomunicazioni… e del turismo! Già perché proprio con SpaceX Elon Musk propone una deliziosa vacanzina nello spazio! La missione Axiom Mission1 ( per gli amici Ax-1) si propone di portare in viaggio ricchissimi privati nel primo esperimento di “turismo” spaziale. L’equipaggio sarà formato ovviamente anche da astronauti, e gli ospiti porteranno avanti dei progetti di ricerca.


Raccontare la storia di Elon Musk e dei suoi progetti ci è stato d’aiuto per comprendere quali siano i limiti che l’imprenditore si pone… in pratica nessuno! Il progetto di Starlink e del suo internet spaziale è dunque ora un’idea molto più abbordabile di quella che sembrava all’inizio dell’articolo…
Il percorso di sviluppo di Starlink è iniziato nel 2015 per arrivare nel febbraio del 2108 ai primi voli di prova dei prototipi dei satelliti.

L’anno successivo, il 24 maggio del 2019, c’è stato il primo lancio per creare parte della costellazione, col dispiegamento di 60 satelliti per arrivare a 1081 satelliti operativi nel Gennaio del 2021. Con l’obiettivo di lanciare di volta in volta 60 satelliti a operazione, il programma prevede di arrivare a 1500 entro la fine del 2021 per proseguire con lanci periodici fino ad arrivare a una rete di oltre 12mila satelliti in orbita.
La finalità è quella di far passare più di metà del traffico internet attraverso Starlink.


Come funziona la connessione tramite l’internet spaziale? Quando si invia un messaggio, la stazione terrestre comunica col satellite sopra di lei attraverso onde radio: lì, rimbalzando di satellite in satellite raggiungerà quello sopra la sua destinazione. Da lì il messaggio viene ritrasmesso alla stazione terra corrispondente sempre tramite le onde radio.
Oltre ai già citati tempi di latenza, questo sistema ha un altro enorme vantaggio: quello cioè di raggiungere le zone più remote della terra con una connessione super veloce: pensiamo a quante aree rurali esistono nel Nord America ma anche nel resto del mondo, e capiremo l’importanza di questa rivoluzione!


Nella sua versione beta, Starlink è disponibile in numero limitato in ogni area, e le domande vengono esaurite per ordine di prenotazione. Non si tratta certo di un’operazione economica per ora, perché gli utenti devono acquistare l’equipaggiamento necessario per comunicare con i satelliti, più un costo mensile per il servizio.


Con un kit di 499 dollari più le spese di trasporto, l’utente sarà munito di una parabola, un’attrezzatura hardware e di un router wifi dedicato e poi configurare i sistemi, più l’abbonamento di 99 dollari al mese. L’applicazione che consente di agganciare il segnale è disponibile sia per IOS che per Android ed è scaricabile sul sito di Starlink, che rimanda a Google Play e Apple store.

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